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20 October sfogo immotivatosono due anni che nn scrivo un intervento su qst blog...e in realtà nn so bene nemmeno perchè lo stia facendo adesso.
certe cose nn si decidono, si autoimpongono, come una voce che esce imperiosa da labbra serrate.
oggi ho avuto modo di riflettere con dei cari amici dell'importanza della vita, questa sera facendo zapping ho visto che era in programmazione il film-documentario sulla vita di Karol Wojtyla, poi ho improvvisamente pensato ad una frase: "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza", non so se queste possano chiamarsi o meno coincidenze, ma quello che so è che sul mio viso è scesa unaa lacrima che ha voluto liberare una sensazione di tristezza mista a gioia per la condizione in cui mi trovo, per la condizione in cui ognuno di noi si trova: il mondo è cambiato, nn lascia libertà di scelta se non apparente, nn vuole che ognuono di noi sia libero di mostrare le proprie debolezze, i propri legittimi timori, perchè in questa società chi è debole è stupido. non possiamo esprimerci liberamente senza essere tacciati di arroganza, voglia di sovvesione, critica. ma cosa c'è di male in tutto questo? la nostra vita nn è già scritta, l'uomo non è un organismo vuoto, ma ha 2 organi cuore e cervello che quando riescono a rivelare la loro natura complementare non possono che cercare di cambiare la rotta che sta seguendo il mondo, rotta che inevitabilmente ci sta portando alla deriva.
la nostra vita credo sia un dono, un seme, e come tale spetta ad ognuno di noi prendersene cura affinche germogli e cresca nel migliore dei modi. e come "giardinieri" siamo responsabili non solo del nostro seme, ma anche di tutti gli altri, altrimenti non avrebbe senso avere un cuore ed un cervello, ma anche DUE mani per curare le piantine e DUE occhi per ammirare inorgogliti il risultato del nostro amore, cioè del lavoro del cuore-cervello, che è l'amore stesso. Ognuno di noi è in grado dare qualcosa, un contributo inestimabile all'umanità, e lo può fare con un semplice sorriso. non c'è bisogno di essere religiosi o santi, ognuno di noi è un uomo. e se ne deve ricordare in ogni momento della sua esistenza ringraziando per ciò che gli è stato dato. il mondo di oggi arrivista e senza scrupoli non deve far dimenticare le nefandezze di cui sono capaci certi uomini, ma deve esortare invece noi uomini semplici, comuni, a fare del bene.
la vera ricchezza è nel donare, non nel ricevere.
ripeto..nn so il perchè di qst intervento...e probabilmente il silenzio su qst blog si riprodurrà per altri due anni...però credo che sia importante per ognuno di noi almeno per una volta uscire dagli schemi e parlare liberamente, provare quelle sensazioni che provengono da un qualcosa che non si sa nemmeno cosa sia, è importante che le parole non vengano sempre rigidamente calcolate e razionalizzate, ma che talvolta siano lasciate scivolare sulla carta liberamente in modo da formare un pensiero vero, sincero, seppur all'appareza incoerente ed incomprensibile.
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