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October 23 momenti di lettura:)"Detestava che ogni sua azione dovesse sempre apparirle così irrimediabile, così definitiva. Nella sua testa lo chiamava il peso delle conseguenze ed era sicura che quello fosse un altro ingombrante pezzo di suo padre, che negli anni le si era incarnito nel cervello. Desiderava con avidità la spensieratezza delle sue coetanee, il loro vacuo senso di immortalità[..]"
"Furono gli altri ad accorgersi per primi di quello che Alice e Mattia avrebbero capito solo molti anni più avanti. Entrarono nella stanza tenendosi per mano. Non sorridevano e i loro sguardi seguivano traiettorie divergenti, ma era come se i loro corpi fluissero con continuità l'uno nell'altro, attraverso le braccia e le dita a contatto[..]"
"[..]vivevano la lenta e invisibile conpenetrazione dei loro universi, come astri che gravitano intorno a un asse comune, in orbite sempre più strette, il cui destino chiaro è quello di coalescere in qualche punto dello spazio e del tempo[..]"
"[..]Terminarono la loro ronda in silenzio e quando furono di nuovo di fronte al reparto di Fabio, lui disse un okay prolungato tra sè e sè. Nessuno dei due si mosse. Si scambiarono un'occhiata veloce e subito abbassarono gli occhi. A Fabio venne da ridere. <<Non sappiamo mai come salutarci, io e te>> fece. <<Già>> gli sorrise Alice. Si portò una mano ai capelli, agganciò una ciocca con l'indice e la tirò leggermente. Fabio fece un passo deciso verso di lei e la ghiaia del vialetto scricchiolò, assestandosi sotto il suo piede. Le diede un bacio sulla guancia sinistra, con una prepotenza affettuosa, e poi si fece indietro.[..]"
maggio 2009
"La solitudine dei numeri primi"
Paolo Giordano TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://fuoridicapoccia.spaces.live.com/blog/cns!3C8B223F9636F5C8!1735.trak Weblogs that reference this entry
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